Possiede una collocazione centrale nella frazione, come ad assolvere la funzione simbolica di “centro” culturale e religioso della collettività. Realizzata nel 1812, a fine Ottocento il parroco Don Angelo Cassini relazionava che la chiesetta dedicata a Nostra Signora delle Grazie e al suo martire San Quirico, era stata riedificata intorno al 1881 su progetto dell’architetto conte di Orsara Giuseppe Ferrari: a pianta rettangolare, utilizzando pietra locale e mattoni a vista. Vi si celebrava la messa festiva ed era amministrata dal priore eletto dalla popolazione che, ogni biennio, rendicontava alla fabbriceria.
L’edificio, alleggerito nella facciata da triplice ordine di monofore, possiede un pronao appena accennato e cuspidato che armonizza con la copertura della chiesa e del campanile (anche torre dell’orologio), la cui cuspide sommitale é corniciata da quattro pinnacoli. Reintitolata a Nostra Signora della Neve con ricorrenza il 5 agosto la chiesetta, non compresa nella rassegna degli edifici sacri della parrocchia redatta da don Giovanni Scazzola nel 1754, fu costruita con il lascito testamentario di certo Pietro Giovanni Carozzo di 31 anni, redatto presso il notaio del luogo Andrea Masenza e risalente al 1762.
L’interno della chiesetta, a navata unica, oltre che dal portale è raggiungibile da porticina laterale di comunicazione con la torre campanaria, dalla scala della quale si raggiunge la balconata del matroneo ligneo posto sopra la facciata. Un armadio ligneo intarsiato in stile barocco e un quadro contenente l’elenco dei soldati della frazione impegnati nella Grande Guerra costituiscono oggi dotazioni di valenza storica dell’edificio.
Possiede una collocazione centrale nella frazione, come ad assolvere la funzione simbolica di “centro” culturale e religioso della collettività. Realizzata nel 1812, a fine Ottocento il parroco Don Angelo Cassini relazionava che la chiesetta dedicata a Nostra Signora delle Grazie e al suo martire San Quirico, era stata riedificata intorno al 1881 su progetto dell’architetto conte di Orsara Giuseppe Ferrari: a pianta rettangolare, utilizzando pietra locale e mattoni a vista. Vi si celebrava la messa festiva ed era amministrata dal priore eletto dalla popolazione che, ogni biennio, rendicontava alla fabbriceria.
L’edificio, alleggerito nella facciata da triplice ordine di monofore, possiede un pronao appena accennato e cuspidato che armonizza con la copertura della chiesa e del campanile (anche torre dell’orologio), la cui cuspide sommitale é corniciata da quattro pinnacoli. Reintitolata a Nostra Signora della Neve con ricorrenza il 5 agosto la chiesetta, non compresa nella rassegna degli edifici sacri della parrocchia redatta da don Giovanni Scazzola nel 1754, fu costruita con il lascito testamentario di certo Pietro Giovanni Carozzo di 31 anni, redatto presso il notaio del luogo Andrea Masenza e risalente al 1762.
L’interno della chiesetta, a navata unica, oltre che dal portale è raggiungibile da porticina laterale di comunicazione con la torre campanaria, dalla scala della quale si raggiunge la balconata del matroneo ligneo posto sopra la facciata. Un armadio ligneo intarsiato in stile barocco e un quadro contenente l’elenco dei soldati della frazione impegnati nella Grande Guerra costituiscono oggi dotazioni di valenza storica dell’edificio.