SAN QUIRE 

Da sempre direttrice di collegamento tra concentrico e frazione, a fine Ottocento fu sostituita, per la pendenza pericolosa per mezzi e pedoni, dalla nuova strada comunale a due comodi tornanti.

Sterrata e pianeggiante nel primo tratto, si avvia poco oltre il bivio di biforcazione di via Roma e la grande croce dei Passionisti; appoggiata al versante sud della frazione e completamente ombreggiata, è una serpentina a pendenza costante, ripidissima nell’ultimo tratto; conclude presso la sede della Proloco a san Quirico. Il fondo, ben battuto e reso solido da pietrisco, é preservato da ruscellamenti attraverso fossati laterali e trasversi che convogliano acqua piovana. L’intero percorso richiede mezz’ora, duplicabile con rientro sulla comunale asfaltata o anche bissando al contrario il tragitto di andata. Percorrendola in salita, offre scenari naturali e antropizzati sempre vari e sempre più ampi, geometrie di rettifili del vignato e ciuffi diffusi di alberi da frutto, profumo intenso di abeti all’imbocco e un verde cangiante di edere, erba vetraria, finocchietti e ciliegi selvatici alternato a fiammeggianti bacche di rosa canina. Nell’erta ripida, il percorso è riparato da un ampio ombrello naturale di aceri, robinie, sambuchi; lì si può sostare sedendo sulla panca sistemata all’ombra di un noce, e apprezzare le tonalità cromatiche di tetti e muri del concentrico, prese in prestito alla terra e alla roccia. Nell’ultimo tratto, dopo una seconda svolta a gomito, gradini scavati nella terra battuta evitano scivolamenti e cadute e un varco nel muraglione in pietra, delimitato da un cancello, fa ammirare una grotta piena d’acqua sorgiva.